USA

L’evoluzione dei partiti americani

10/20 • 6 min • Copia link

I partiti americani rispecchiano in modo rapido la società che li circonda. Per questo motivo sono cambiati molto nel tempo e tutt’ora sono in continua evoluzione. Il Partito Democratico prima era pro schiavitù, mentre quello Repubblicano voleva abolirla. I repubblicani venivano votati al Nord e i democratici al Sud. Ora le cose sono completamente cambiate. Come è possibile che il partito Repubblicano sia passato da Lincoln a Trump?

La nascita dei principali attori politici

Il Partito Democratico è uno dei più antichi del mondo, nato dalla scissione del partito Repubblicano-democratico. All’inizio sosteneva l’indipendenza politica degli Stati contro un governo centrale che voleva limitarli. Questa caratteristica attraeva principalmente gli elettori del Sud, che ora hanno la fama di essere dei repubblicani incalliti.

Il Partito Repubblicano è nato un po’ dopo, nel 1854. Qui arriva la prima sorpresa: il partito che oggi sembra quasi di estrema destra è stato creato dalla fusione del Partito Whig e di vari gruppi che combattevano la schiavitù.

Com’erano prima i partiti americani?

Come vi abbiamo già accennato, all’inizio i democratici si radicarono nel cuore della gente del Sud. Infatti, la loro volontà di rendere gli Stati più indipendenti dal potere centrale, attraeva soprattutto le persone comuni, i poveri e gli agricoltori. Come tutti sappiamo, la schiavitù era una delle principali fonti economiche degli Stati del Sud, per questo motivo i democratici diventarono i difensori degli schiavisti.

Spostandoci verso il Nord, scopriamo una terra che sta diventando sempre più ricca, con industrie e imprese in continua evoluzione. I “ricchi del nord” erano rappresentati dal Partito Repubblicano. Ai tempi, questo partito era molto più moderno dei democratici, più ricco e più colto. Ma soprattutto, era anti-schiavista. La sua riluttanza nei confronti della schiavitù era strettamente connessa alla volontà di dare più potere al governo centrale. Perché gli stati dovrebbero avere così tanta libertà da scegliere di portare avanti una cosa come la schiavitù?

La guerra di secessione

Repubblicani e democratici si sfidarono inevitabilmente nella famosa guerra di secessione. Vinse il Nord e cominciò a perseguire il suo obiettivo: tenere unito il paese sotto un forte governo centrale, ma soprattutto, senza la schiavitù.

Nonostante il Partito Democratico fosse stato sconfitto, continuava ad avere una grande importanza. Le persone comuni volevano essere difese dalle grandi imprese e non potevano accettare la fine della schiavitù. Entrambi questi desideri furono incarnati dal Partito Democratico e la segregazione razziale cominciò ad avere inizio.

Una seconda novità è che gli afroamericani amavano i repubblicani. Purtroppo però, questi potevano votare solo al Nord, perché gli Stati del Sud glielo rendevano impossibile. I democratici imposero una tassa per votare, ma i neri non avevano soldi. Avevano aggiunto dei test di alfabetizzazione, ma la maggior parte dei neri non era mai andati a scuola. Soprattutto, i democratici chiudevano entrambi gli occhi davanti alle barbarie del Ku Klux Klan. Quando un afroamericano provava a iscriversi alle liste elettorali, il gruppo lo uccideva.

La grande crisi economica del ’29

Il punto di svolta dei partiti americani è stata molto probabilmente la grave crisi economica del ’29. I repubblicani persero la Casa Bianca e il democratico Roosvelt divenne il nuovo presidente. Per cercare di risollevare l’affranta economia americana, il presidente realizzò il famoso New Deal.

L’ambizioso programma era fondato su enormi investimenti da parte del governo centrale verso tutti gli Stati americani. Una grande rivoluzione per i democratici e l’autonomia dei singoli stati viene messa da parte nelle loro ideologie. Anche i repubblicani dovettero cambiare strada, non potevano più difendere un governo centrale forte se questo governo era Roosvelt. Da quel momento qualche afroamericano cominciò ad avvicinarsi ai democratici, nonostante il partito non fece nulla per abolire la segregazione razziale.

Verso i diritti civili

Durante la Seconda guerra mondiale, la distribuzione demografica e politica del Sud e del Nord cominciò a cambiare. Alcuni afroamericani che erano andati in guerra tornarono con una posizione più prestigiosa, le persone cominciavano a trasferirsi al Nord per lavorare nelle fabbriche e alcuni bianchi del Nord cercarono lavoro al sud verso le nuove basi militari. Tra gli anni ’50 e gli anni ’60 anche la situazione degli afroamericani cominciò a cambiare.

Emersero dei movimenti che si battevano per la fine della segregazione, ma soprattutto, comparì il personaggio di Martin Luther King. Allora erano ancora i repubblicani ad essere i più vicini a questi movimenti. Ma ad un certo punto, le proteste diventarono così grandi da non poter più essere ignorate. Ancora più importante, in quegli anni si trovarono i democratici al potere, prima con Kennedy e poi con Johnson.

Fu proprio con Johnson che i democratici capirono di essere arrivati a un bivio, non potevano più fare finta di niente. A costo di perdere i propri elettori bianchi e segregazionisti del sud. Il Presidente presentò al congresso la legge sui Diritti Civili che dichiarò illegale la segregazione delle persone in base all’etnia. Qualche mese dopo, alle elezioni presidenziali Johnson stravinse, ma per la prima volta, un candidato repubblicano si era accaparrato tutti gli Stati del Sud. Il candidato dei Repubblicani era un uomo dalle idee molto estreme, che piacquero molto agli elettori del Sud.

Quando il Partito Repubblicano è diventato quello che è oggi

I Repubblicani non potevano prendersi il paese con idee troppo estremiste, avrebbero perso tutti gli elettori del Nord. Fu Nixon a trovare la soluzione, elaborando la cosiddetta “Southern Strategy“. Secondo il nuovo piano, era necessario corteggiare i bianchi razzisti del sud, senza dire cose razziste. Ad esempio si poteva dire di essere favorevole a delle manovre economiche, che andando a guardare bene favorivano i bianchi a discapito dei neri.

Il Partito Repubblicano cambiò definitivamente. Quello che prima favoriva lo il potere centrale, ora prediligeva i diritti dei singoli stati. Se prima era contro la schiavitù, ora era contro la legge sui diritti civili. Divenne il partito della lotta al politicamente corretto e delle leggi a sfavore dei neri, ma senza mai dirlo troppo forte.

La situazione oggi

Alla fine di questo grande escursus storico, potete comprendere meglio quanto queste trasformazioni viste oggi possano sembrare assurde. Oggi gli stati del Nord ormai impoveriti votano i democratici, così come tutti gli afroamericani. Gli Stati dell’Ovest prima votavano i Repubblicani, ma ora, con l’aumento della popolazione latinoamericana votano i Democratici. Le città votano i Democratici e le zone rurali i Repubblicani, ovunque, sia a Nord che a Sud.

Tuttavia, in un paese come questo dobbiamo essere pronti a un’ulteriore trasformazione dei partiti americani. Questo è inevitabile perché le primarie dei vari partiti sono aperte a chiunque. Il candidato per le presidenziali dovrà sempre passare dagli elettori, sono loro l’unico giudice. Per questo motivo la politica americana è in grado di rappresentare con grande rapidità tutti i cambiamenti interni alla società. Perché, in parole semplici, la Politica Americana è dettata dal popolo e il popolo è una società in continuo cambiamento.

Come funzionano le elezioni americane?

Tutte le informazioni di questo articolo sono state prese dal libro di Francesco Costa “Questa è l’America“. Un saggio altamente consigliato per coloro che vogliono capire meglio cosa succede oltreoceano.

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