La Russia nel 2021: la fortezza in bilico

02/21 • 7 min • Copia link

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A fine settembre, lunghe code di ambulanze aspettavano di lasciare i loro pazienti alle porte dell’ospedale. In quel momento, la Russia ha dovuto ammettere quello che già il resto del mondo sapeva: l’emergenza non era finita. Nel frattempo, Vladimir Putin prendeva in giro il sistema liberale e l’Unione Europea. Dall’altra parte, il crollo del petrolio ha messo in crisi l’economia russa, i cittadini si sono impoveriti e Mosca si è trovata impantanata in conflitti sparsi per il mondo. Noi ci siamo domandati cosa succederà alla Russia nel 2021: la fortezza russa crollerà?

L’America e il ritorno a una guerra fredda

“Ti guardo negli occhi e non credo che tu abbia un’anima”. Era il 2011, Biden si trovava faccia a faccia con Putin. Alla frase dell’allora vicepresidente ha seguito la risposta del leader russo: “Allora ci capiamo”. Questi sono i due protagonisti della relazione tra Stati Uniti e Russia nel 2021. Nel tempo, i rapporti tra Joe Biden e Vladimir Putin non sono migliorati, anzi. Durante la campagna elettorale, il Democratico ha definito Putin come un “teppista del KGB”.

Le priorità di Trump e Biden in termini di politica estera sono diverse. Trump ha più volte sminuito il “problema Mosca”, ricordando la pericolosità di Pechino. Al contrario, per Biden il nemico numero uno resta Vladimir Putin.

Che Russia troverà Biden

Un giovedì di dicembre, il governo americano è stato travolto da una notizia: degli hacker russi sono penetrati nei sistemi governativi. Gli attacchi informatici non sono una novità. Tuttavia, questa volta si trattava di un attacco mai visto prima. Il rischio era evidente, gli hacker avrebbero potuto distruggere dei dati o prendere il comando di interi sistemi informatici. Il governo Trump ha minimizzato la faccenda. Al contrario, Biden conscio del suo ruolo futuro ha promesso di imporre “costi sostanziali” ai responsabili.

Il nuovo presidente dovrà iniziare a lavorare fin da subito contro il suo nemico. Questo perché, oltre alla questione degli hacker ce ne sono altre di grande importanza. La prima, riguarda l’avvelenamento di Alexei Navalny, che Biden potrebbe punire con ulteriori sanzioni. La seconda, riguarda un accordo fatto con Obama. Il patto si chiama START e punta a ridurre il numero di testate nucleari schierate dai due paesi. Trump non ha mai rinnovato l’accordo, ma sembra che Biden sia determinato nel farne un altro.

Un altro cambiamento che dobbiamo aspettarci, sarà il ruolo di Biden in Ucraina e in Bielorussia. Trump aveva inseguito la leadership europea, imponendo sanzioni per la causa bielorussa. Questa volta, Biden potrebbe essere molto più severo.

Conclusioni americane

Nonostante le antipatie del nuovo presidente verso Putin, l’America non si può permettere di combattere sia contro la Cina, che contro la Russia. Come potrebbe uscirne Biden? Una buona mossa sarebbe quella di aspettare. Allearsi con la Russia quando gli serve e intanto, scegliere con cura le sue battaglie.

La Russia nel 2021 sarà sola

Dal 2014, la Russia ha cominciato a subire delle severe sanzioni americane. In seguito, è stata espulsa dal G7 e come se non bastasse, il Regno Unito non si è mai ripreso dall’avvelenamento di Salisbury nel 2018. Intanto, in Unione Europea c’è una Germania sempre più aggressiva. In Occidente, da qualsiasi parte guardiamo vediamo una Russia sempre più sola.

Tutto questo non sembra interessare a Putin. Il leader rimane fermo nel suo ruolo di grande potenza e sorride alle democrazie occidentali, sostenendo il loro fallimento.

Il rapporto tra Russia e Unione Europea

“Con il coronavirus la Russia sarà più collaborativa“, tutti lo pensavano, ma è avvenuto il contrario. Putin è rimasto a guardare il resto del mondo con aria di superiorità. Sorrideva guardando le criticità dei nostri sistemi. Con tutte le nostre libertà stavamo lasciando il virus libero di diffondersi. Di conseguenza, Putin è stato in competizione con l’Unione per tutto il tempo, anche quando fingevano di collaborare.

Putin continua le sue guerre nel mondo

Quando si parla di Russia, non si possono tralasciare i numerosi conflitti in cui è coinvolta. Questo atteggiamento ha creato un serio sentimento anti-russo. Lo possiamo osservare in Bielorussia, Ucraina, Moldova, Georgia, Kirghizistan e in Armenia.

Secondo diversi osservatori, dopo la pandemia Mosca diventerà un po’ più introversa. Questo significa che cercherà di impegnarsi meno nelle guerre di scelta, ma non esiterà a intervenire quando i suoi interessi saranno messi a repentaglio. Ma allora perché si è tirata fuori dal Nagorno-Karabakh? Questa regione sarà una di quelle da tener d’occhio nel 2021. Secondo l’accordo che ha messo fine al conflitto, la Russia deve inviare delle forze di pace nella regione. Questa è un’ottima opportunità per Mosca, perché potrà esercitare una grande influenza sull’ex territorio dell’Unione Sovietica.

La fragile economia della Russia nel 2021

L’economia russa, come quelle di tutto il mondo, ha subito un duro colpo. Nonostante questo, pare che si contrarrà solo del 4-5%. Dopo il crollo del petrolio, l’economia del paese si sarebbe dovuta contrarre molto di più. Tuttavia, Putin sembrava avere un asso nella manica.

Il leader russo aveva accumulato numerose riserve. Dentro il National Wealth Fund è stato conservato il 10-12% del PIL della nazione. Sommando queste risorse alla politica conservatrice iniziata nel 2014, Putin ha potuto continuare ad autocompiacersi. Inoltre, il prossimo anno la Russia si aspetta una crescita del 3,8%. Tuttavia, non dobbiamo dimenticarci che il coronavirus non è finito. Se i casi continueranno ad aumentare, la Russia nel 2021 crescerà solo dello 0,6%.

Quest’estate, il 6,5% della forza lavoro russa era disoccupata. Teniamo conto che esiste anche una disoccupazione nascosta, a quel punto la cifra potrebbe salire all’8-10%. In tutto questo, mezzo milione di persone hanno perso il lavoro nei 3 più grandi settori della regione e il tasso di povertà della nazione si aggira intorno al 13,2%.

Le piazze russe si riempiono di malcontento

Il 23 gennaio, decine di migliaia di cittadini hanno manifestato in 114 città russe. Secondo i dati riportati, a Mosca c’erano 20mila persone e lo stesso a San Pietroburgo. Questa settimana ha segnato un pezzo di storia in Russia, dove i cittadini non hanno manifestato a favore di Navalny, ma contro il trattamento che gli è stato riservato e quindi, contro gli abusi di potere. Fino ad ora, il governo russo ha potuto fare più o meno quello che voleva, perché i cittadini contrariati non sono mai stati così tanti.

“L’unico obiettivo ragionevole delle manifestazioni di oggi è evitare che lo uccidano. Aspettarsi di più sarebbe irrealistico”, ha commentato l’ex consigliere di Putin, Gleb Pavlovski.

La Russia nel 2021 potrebbe diventare una nuova Bielorussia

Secondo gli esperti, queste manifestazioni continueranno. I giornali smetteranno di parlarne, ma di tanto in tanto vedremo ancora delle foto dei cittadini russi che continuano ad esprimere il proprio dissenso. Le Russia nel 2021 potrebbe diventare la nuova Bielorussia. Un’altra cosa che dobbiamo aspettarci è una maggiore repressione sui social network. Il governo russo ha già costretto alcuni social a cancellare le foto o i video riguardanti le proteste, ma questo controllo aumenterà.

Inoltre, non possiamo dimenticarci che nel bel mezzo di una pandemia, Putin ha tolto le restrizioni solo per permettere alle persone di votare il suo referendum. Il popolo russo non ha apprezzato le priorità del suo leader, che ha messo i suoi interessi sopra ad ogni altra cosa. Infine, a settembre ci saranno le elezioni parlamentari, ma le possibilità che le grandi potenze russe perdano il potere sono davvero basse.

Conclusioni sulla russia nel 2021

Quando parliamo del futuro della Russia, dobbiamo immaginarci Putin. Grazie alla riforma costituzionale, il leader potrà rimanere in carica fino al 2036. Si tratta di tre decenni con Putin al potere e dopo 30 anni, la Russia non ha un’alternativa. Questa nazione non è come i normali governi a cui siamo abituati. Le democrazie possono ripartire da zero, facendo elezioni e cambiando governi. Invece, il futuro della Russia dipende da fattori imprevedibili, come ad esempio, una pandemia.

Una cosa è certa, l’Occidente ha molti modi per aiutare l’opposizione pro-democrazia a vincere le parlamentari di settembre. Ci dobbiamo chiedere se lo farà. Per concludere, dobbiamo domandarci se e come Putin deciderà di utilizzare la lunga vita che gli resta. Riuscirà la fragile fortezza russa a resistere?

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