8 risposte sulla questione “doppio cognome”

05/22 • 4 min • Copia link

La questione del cognome materno in Italia è oggetto di discussioni, proposte e sentenze da diversi anni. Anche se non esiste alcuna legge scritta che metta nero su bianco l’attribuzione automatica del cognome del cognome del padre, questa norma è desumibile da alcune leggi presenti. Nel 2014 era arrivata la condanna della Corte Europea dei diritti dell’Uomo e si era provato, in quello stesso anno, ad approvare una legge, che però si era arenata al Senato nel 2017. Nel 2016 una sentenza della Corte Costituzionale aveva stabilito l’illegittimità costituzionale di quelle leggi che non consentono, di comune accordo, di trasmettere anche il cognome materno. Da allora si è tornati a parlare dei doppio cognome.

La Corte aveva anche chiesto di legiferare al Parlamento in materia, cosa però non avvenuta. Si era optato per una semplice circolare del ministero dell’Interno nel 2017, che da allora consente di aggiungere anche il cognome materno. In questa legislatura, iniziata nel 2018, sono state depositate almeno 11 proposte di legge per intervenire sulla questione, proposte che sono ancora ferme. L’intervento della Corte è arrivato, quindi, prima del legislatore.

Ora il Parlamento è chiamato a mettere in pratica quanto stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale.

 1. Cosa è successo?

Una sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito che sono incostituzionali tutte le norme secondo le quali al figlio venga attribuito automaticamente il cognome del padre. La Corte ha ritenuto queste norme siano contrarie al principio di uguaglianza e lesive per l’identità del figlio.

2. Cosa cambia adesso con il doppio cognome?

D’ora in avanti la regola sarà diversa: in automatico viene dato il cognome di entrambi i genitori. Di comune accordo, però, i genitori potranno decidere di attribuire solo uno dei due cognomi: o quello del padre o quello della madre. Questo vale per tutti i figli: nati all’interno del matrimonio, al di fuori e adottati.

3. E se i genitori non sono d’accordo?

Secondo la sentenza della Corte, sarà un giudice a risolvere la controversia, mentre prima si attribuiva direttamente solo il cognome del padre.

4. Ma non si poteva dare già prima il doppio cognome?

Dal 2017 era possibile aggiungere il cognome della madre, ma questo doveva sempre venire sempre per secondo e non era possibile attribuire solo il cognome della madre. Inoltre, la norma era che in automatico veniva dato il cognome del padre, ora invece in automatico si dà quello di entrambi i genitori, salvo che questi non decidano diversamente.

5. Non c’era altro di cui occuparsi?

Non si tratta di una legge approvata in Parlamento, ma di una sentenza della Corte Costituzionale. La Corte non “sceglie” autonomamente di cosa occuparsi, viene interpellata quando un giudice promuove una questione di legittimità costituzionale di una norma, sollevata da lui stesso oppure da una delle parti del processo (e il giudice ritiene che sia fondata).

6. Come verrà applicata la sentenza nella pratica?

Non è compito della Corte fare le leggi, che invece è materia del Parlamento. Saranno quindi Camera e Senato a dover recepire la sentenza e approvare una legge in merito, sulla base di quello che è stato stabilito dalla Corte Costituzionale.

7. In futuro ogni persona avrà decine di cognomi?

Tutto dipende da come verrà formulata la legge dal Parlamento. In alcuni Paesi, come ad esempio la Spagna e altri Paesi dell’America Latina, ogni persona ha due cognomi: uno paterno e uno materno. I genitori poi trasmettono al figlio o alla figlia solo il loro primo cognome e non tutti e due. Attualmente, però, una legge che lo regolamenta non c’è ancora.

8. La decisione del doppio cognome vale anche per chi è già nato?

No, la decisione non è retroattiva. Alle persone già nate, quindi, non verrà aggiunto automaticamente alcun cognome.

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