La cultura del lavoro che uccide gli operai cinesi

02/21 • 6 min • Copia link

Era il 2010, il mondo vedeva per la prima volta l’iPhone 4 e gli operai della città cinese di Shenzhen ne pagavano le conseguenze. Quell’anno, 14 persone si sono tolte la vita nello stabilimento di Foxconn. Il numero era diventato così alto, che i proprietari della fabbrica montarono delle reti anti suicidio. In questo modo avrebbero impedito ad altri operai di uccidersi, ma non avrebbero risolto il problema di fondo: la cultura 996.

Che cos’è la cultura 996?

Cultura 996 è una sigla che indica dalle 9 del mattino alle 21 di sera, 6 giorni alla settimana. In questi tre numeri è riassunta tutta la vita degli operai cinesi, soprattutto nel settore della tecnologia. Con dei ritmi simili non hai tempo di fare nulla: non hai tempo per gli amici, per la tua famiglia, per te stesso. Le uniche cose che puoi fare sono dormire e prendere i mezzi per andare al lavoro, sempre che tu non viva in fabbrica. Questo è il prezzo da pagare per la crescita economica cinese. L’unico modo per stare dietro ai ritmi del mercato è spingere sempre più forte i dipendenti. Una corsa frenetica che ha portato alla creazione di una nuova sigla: 996/ICU. Quest’ultima può essere riassunta così: “Se lavori in 996, finisci in terapia intensiva“.

La fabbrica-nazione di Foxconn

Nella periferia di Shenzhen si trova una delle fabbriche più conosciute al mondo. Magazzini grigi, guardie erette ad ogni angolo, delle grosse lettere blu compongono la parola: “Foxconn“. E naturalmente, le grandi reti anti suicidio. Nel 2017, la “famiglia Foxconn” ospitava 1,3 milioni di lavoratori: esattamente lo stesso numero di abitanti dell’Estonia. Dal 2010, tutti questi operai hanno firmato una dichiarazione promettendo di non uccidersi.

La vita di un iPhone inizia nella Silicon Valley, ma termina in Cina. E’ qui che questi apparecchi prendono vita, passando tra le mani di milioni di dipendenti. Uno dei valori più minuziosi consiste nel fissare la scheda madre e assemblare la cover posteriore del telefono. Alla Foxconn, questa operazione deve essere fatta in un minuto. Al termine dei sessanta secondi, l’operaio costruisce un altro telefono e poi un altro ancora. Tutto questo, per circa 700 iPhone al giorno.

La cultura 996 nasce per eccellere

La cultura 996 esiste dagli anni 2000, solo che ai tempi non aveva un nome. In quegli anni cominciano a proliferare numerose start-up cinesi e con queste, nasce la competizione. Bisognava eccellere, bisognava essere migliore degli altri, bisognava trovare dipendenti disposti a lavorare 24 ore su 24. Le aziende tecnologiche li hanno trovati e hanno avuto un maestoso successo mondiale. La fama di quel settore era diventato un obiettivo da raggiungere e l’unico modo per raggiungerlo era fare esattamente come loro. A quel punto, lo sfruttamento era diventato così tanto normale, da ricevere un nome: cultura 996.

La voce degli imprenditori

Quello che per noi è sfruttamento lavorativo, per molti imprenditori cinesi è una vera e propria fortuna. Un esempio è Jack Ma fondatore del gigante dell’e-commerce Alibaba. Secondo Ma, lavorare duramente è l’unico modo per raggiungere il successo e non deve essere visto come un peso, ma come una benedizione. Le sue esatte parole sono state: “Personalmente credo che 996 sia una fortuna. Molte aziende e persone non hanno nemmeno la possibilità di 996. Se non puoi 996 quando sei giovane, quando puoi 996? Se non hai fatto 996 nella tua vita, dovresti sentirti orgoglioso? Se non desideri spendere ulteriori sforzi, come puoi ottenere il successo che desideri?”.

Questa dichiarazione non è un caso isolato. Lo stesso giorno, Richiard Liu, fondatore di JD.com ha affermato: “Le persone che oziano non sono i compagni con cui posso combattere”. A questo punto la loro idea dovrebbe esserci abbastanza chiara: la cultura dello sfruttamento è l’unico modo per avere successo. Questa non è obbligatoria, deve essere desiderata. Tuttavia, se non senti la necessità di fare 996 sei un fannullone che perde il suo tempo e non farà mai successo. I dipendenti la penseranno allo stesso modo?

Le testimonianze degli operai

Innanzi tutto, dobbiamo partire dal presupposto che la cultura degli straordinari non viene scelta dai dipendenti. In molte aziende gli viene imposta. A questo punto, potremmo chiederci: ma perché i dipendenti della Foxconn continuano a lavorare lì? A molti di loro serve un lavoro. Altri sopportano la situazione e non si lamentano, altri ancora, sanno che non può essere cambiata. La maggior parte degli operai sono giovani, “molti di loro non durano più di un anno”, è una frase diffusa tra gli intervistati.

Tuttavia, ci sono anche dei dipendenti che hanno “sfruttato lo sfruttamento” per farsi trattare meglio. Nel 2015, 150 operai sono saliti sul tetto della Foxconn: “Se non migliorate la nostra situazione, saltiamo”. Hanno ottenuto quello che desideravano. “Qui muore qualcuno e il giorno dopo non esiste più niente”, ha raccontato un ex dipendente. Ma se a morire fossero stati 150 dipendenti insieme? Avrebbero potuto ancora fare finta di niente?

Il futuro della cultura 996

Quando la 996 è nata, le aziende tecnologiche crescevano insieme a lei. Oggi i tempi sono cambiati e quelle aziende sono aziende normali, che non possono pensare di imporre lo sfruttamento senza conseguenze. Inoltre, giganti come Alibaba hanno conquistato il monopolio nel mercato tecnologico cinese. In questa realtà, non c’è spazio per i nuovi arrivati. Per questo motivo, le piccole attività non possono più motivare i dipendenti imponendogli la 996 per diventare grandi. Non è realistico.

In questo contesto, sia gli imprenditori, che fino a quel momento avevano inneggiato al duro lavoro, sia i media statali cinesi hanno richiesto un passo indietro alle aziende. E’ così che ha origine la protesta su internet conosciuta come: 996.ICU. Questa si svolge su GitHub e raccoglie tutto il malcontento dei lavoratori. I dipendenti possono caricare le proprie testimonianze, possono aggiungere ai propri progetti la licenza “anti 996” e infine, possono tornare a casa alle 18 senza sentirsi in colpa.

Il futuro del 995

Gli oppositori della 996 hanno raccolto delle prove contro 110 aziende. Tra queste troviamo alcuni nomi famosi, come Huawei e la stessa Alibaba. Tuttavia, su 996.ICU troviamo un altro elenco di attività: quelle che lavorano cinque giorni alla settimana. Queste si sono guadagnate il nome di 995 e abbracciano uno stile di vita più sano.

La mentalità del lavoro cinese sta cambiando: la battaglia per il primato economico si può combattere anche trattando i lavoratori come persone. Perché come ha raccontato un ex dipendente della Foxconn: “Lì dentro non c’è spazio per essere umani“.

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