Chi sono gli Uiguri e perché la Cina li perseguita

07/20 • 7 min • Copia link

Da anni si è a conoscenza di campi di rieducazione e di lavoro in Cina. Nonostante quest’ultima abbia sempre cercato di negare o giustificarsi, sono emerse numerose prove che lo evidenziano. In particolare, l’attenzione del mondo è sulla comunità degli uiguri, soppressi e perseguitati dal governo cinese. Chi sono? Cosa sta facendo la Cina?

Chi sono gli Uiguri?

Gli Uiguri sono un’etnia turcofona prevalentemente mussulmana. La loro presenza all’interno della regione dello Xinjiang in Cina, è testimoniata già dal II secolo a.C.

Qui sono più della metà dei 25 milioni di abitanti. Nonostante nella regione viva l’1,5% della popolazione cinese, si verificano il 25% degli arresti del paese.

Nel 1760, la dinastia Qing annesse il territorio all’impero. Negli anni Novanta, cominciarono ad affermarsi diverse repubbliche indipendenti, di prevalenza mussulmana e confinanti con il territorio dello Xinjiang.

I primi fenomeno di tensione tra gli Uiguri e il governo cinese risalgono al 1990. Il 5 aprile di quell’anno, circa 200 militanti Uiguri armati, insorsero attaccando le forze dell’ordine cinesi.

La Cina non ha mai sopportato le spinte indipendentiste degli uiguri. Negli ultimi 20 anni le repressioni nei loro confronti si sono inasprite, quando la Cina ha dichiarato la lotta contro gli uiguri come lotta al terrorismo.

Attualmente, la regione dello Xinjiang è uno dei luoghi più sorvegliati al mondo.

Documenti segreti e informazioni allarmanti

Nel 2019 il New York Times era riuscito ad ottenere una serie di documenti riservati, sottratti al governo cinese. Si è trattato di una delle fughe di notizie più significative all’interno del Partito comunista cinese.

Quelle carte raccontavano e mostravano come la Cina avesse organizzato le detenzioni di massa e le repressioni delle minoranze mussulmane. Le minoranze si trovavano principalmente nella regione occidentale dello Xinjiang. Gli Uiguri erano tra queste.

Non è chiaro come 400 documenti siano trapelati dalle mani del governo cinese. Tuttavia, nell’inchiesta del giornale si fa riferimento a un membro della dirigenza del partito, che ha espresso la speranza, che la divulgazione di queste informazioni punisse le detenzioni di massa.

Il ruolo di Xi Jinping

Tra le informazioni contenute nei documenti, ci sono diverse parti che fanno riferimento al ruolo del presidente cinese Xi Jinping.

Lo stesso presidente ha affermato, in una serie di discorsi privati nel 2014, di voler attuare una lotta più radicale e senza pietà contro “il terrorismo, l’infiltrazione e il separatismo”. Xi Jinping non ha mai nominato esplicitamente le detenzioni di massa, tuttavia fa spesso riferimento a metodi più efficaci per sradicare l’Islam nello Xinjiang.

Per il presidente l’estremismo islamico è come il contagio di un virus o una droga che crea dipendenza. “Le persone che sono intrappolate nell’estremismo religioso hanno la coscienza distrutta, perdono l’umanità e uccidono senza batter ciglio”.

Tra i vari discorsi inoltre, si faceva riferimento a dei programmi di indottrinamento nelle carceri dello Xinjiang. Questi programmo sono stati poi effettivamente applicati.

Infine, è stato possibile individuare nei documenti una vera e propria guida su come gestire gli studenti delle minoranze, che tornando a casa, non avrebbero più trovato i loro familiari, precedentemente internati. La guida contiene delle risposte predefinite da dare alle varie domande. Se uno studente avesse chiesto “dov’è la mia famiglia?”, il funzionario avrebbe risposto: “e’ in una scuola di formazione istituita dal governo”.

Al termine della guida c’era una parte che consisteva nel minacciare gli studenti per spaventarli. Bastava dirgli che il loro comportamento avrebbe allungato il “soggiorno” dei genitori nelle scuole. La guida fornisce poi delle risposte a una serie di altre domande: quando verranno rilasciati i miei genitori? Perché non possono tornare a casa? Possono richiedere un congedo? Come posso permettermi la scuola se i miei genitori si trovano là e non c’è nessuno a lavorare nella fattoria? 

Chi sono gli Uiguri: il primo video

A settembre del 2019 comincia a girare un video su internet. Nelle riprese, si possono vedere un gruppo di persone bendate e con le mani legate, scortate dalla polizia cinese su dei treni.

L’ipotesi più probabile era una: si trattava degli uiguri.

Video Uiguri scortati verso i treni

Inoltre, nelle immagini, le persone indossano una divisa blu e gialla, hanno la testa rasata, e sono seduti in fila per terra. Le attenzioni internazionali si concentrano sulla battaglia antiterroristica della Cina. Le detenzioni extragiudiziali riguardavano circa 1 milione di uiguri e altre minoranze mussulmane nei campi di internamento e rieducazione politica.

Niente figli mussulmani

Adrian Zenz, ricercatore indipendente e massimo esperto di Xinjiang, ha riportato a galla agghiaccianti scoperte.

Secondo la sua ricerca, la Cina ha messo in atto una campagna di limitazione delle nascite nei confronti della minoranza mussulmana. In alcune zone, dove la presenza degli uiguri è massiccia, il governo cinese ha imposto centinaia di interventi di aborto o di installazione di dispositivi contraccettivi.

Queste azioni sono state imposte anche alle donne che non avevano superato il numero massimo di due figli imposto dal governo. Lo studio ha raccolto anche diverse testimonianze di donne, che hanno dichiarato di essere state costrette a ricevere interventi chirurgici di sterilizzazione.

Tra coloro che sono state internate nei campi di rieducazione, alcune hanno raccontato di aver ricevuto delle iniezioni che hanno interrotto le mestruazioni. Inoltre, sono stati frequenti gli esami ginecologici obbligatori e i test di gravidanza bimestrali, imposti alle minoranze.

Arresti ingiustificati

A inizio 2020, un altro documento cinese di 137 pagine emerge e viene analizzato. Tra le varie informazioni c’era la storia di un arresto di tre anni fa. Un uomo dell’etnia degli uiguri è stato arrestato e portato in campi di rieducazione, senza alcun processo. Le ragioni di questa cattura erano dovute al fatto che, sua moglie aveva tenuto il viso coperto da un velo, e la sua famiglia era accusata di aver violato la politica dei due figli.

Nei nuovi documenti emergono altre motivazioni degli arresti. Tra queste, farsi crescere la barba, richiedere un passaporto o digiunare. Inoltre, è risultato che il governo cinese sta utilizzando la tecnologia per tracciare la vita e il profilo di ogni singolo mussulmano uiguri.

Più del 60% dei soggetti presenti nei campi ha tra i 20 e i 40 anni. Questo ha importanti conseguenze sulla crescita della comunità. Rimuovendo gran parte dei giovani da un villaggio, sostanzialmente ne interrompi la natalità.

Secondo molte analisi, l’obbiettivo del governo cinese è quello di sradicare le minoranze dalla propria religione, per assimilarle alla società cinese tradizionale.

Un esempio di questo obbiettivo è presente all’interno dei documenti. Un giovane è stato arrestato perché accusato di aver tenuto chiuso il suo ristorante durante il periodo del Ramadan. Dopo essere stato rilasciato dai campi di rieducazione, è stato posto sotto sorveglianza a casa. Nelle carte si legge che “non prende parte ad attività religiose illegali e partecipa attivamente al lavoro della comunità. Il suo atteggiamento è cambiato considerevolmente. E’ in grado di vedere i suoi errori e pentirsi sinceramente”.

Controllo e lavoro forzato

I documenti elencavano poi i nomi completi, i numeri di identificazione e il comportamento sociale di oltre 1.800 familiari o amici, legati a 311 persone presenti nei campi di rieducazione. La possibilità di lasciare le strutture, dipende dal comportamento dei membri della propria famiglia, così come era emerso dalla guida dei primi documenti.

In diversi casi, sono stati inoltre trovati dei riferimenti al lavoro forzato e alle fabbriche. Tra questi c’è l’esempio di un uomo, accusato di aver contattato il fratello scappato in Turchia. Il detenuto era costretto a restare in una fabbrica all’interno dei campi, perché “pone un certo livello di pericolo per la società”.

Attualmente la Cina ha logorato i suoi rapporti con gran parte del mondo a causa del coronavirus, dei suoi atteggiamenti nei confronti di Hong Kong, ma soprattutto per le sue violazioni dei diritti umani riguardanti gli uiguri. L’Europa sceglie la via della diplomazia, mentre Washington continua la sua guerra fredda contro Pechino. Nonostante le informazioni che abbiamo sono poche rispetto a ciò che succede davvero in Cina, queste sono state sufficienti a far aprire gli occhi al mondo.

Leggi anche: “La storia di Hong Kong, tra Cina, proteste e democrazia”

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